Equitalia pignora pure i contributi

Solo in Italia succede che un <Governo pappone> consenta ad Equitalia di pignorare addirittura i contributi previdenziali versati da un professionista per la sua futura pensione. Il caso è avvenuto in Sardegna, la vittima è un geometra moroso di qualche cartella. Equitalia esegue il pignoramento presso terzi rivolgendosi alla Cassa di previdenza (in qualità di debitore del debitore) e ordina di versarle (entro i consueti 60 giorni dal pignoramento) tutte le somme che, fino ad allora, il professionista ha versato a titolo di contributi per la futura pensione. Secondo questi farabutti, l’ente pensionistico, nel momento in cui riceve gli annuali contributi dal lavoratore, è suo debitore (in quanto, un giorno, dovrà restituirglieli sotto forma di pensione). Proprio come lo è il datore di lavoro (debitore degli stipendi) o la banca (debitrice delle somme versate in conto). Insomma, in questo modo Equitalia riesce a pignorare tutte le somme versate per i contributi, al 100%, superando gli attuali limiti di legge che, per quanto riguarda il pignoramento di stipendi o pensioni, prevede quello che diciamo da sempre,e cioè : – reddito fino a 2.500 euro mensili il tetto pignorabile è 1/10 – redddito tra 2.500 e 5.000 euro 1/7 – reddito superiori a 5.000 euro 1/5. Equitalia, invece,con questa manovra camorristica tenta di superare tali limiti per pignorare il 100% della pensione. Della serie <se non ti garba,fai causa…..> ! A quanto parrebbe,l’Ente pensonistico (Casa di previdenza ) non può obiettare alcunché perché è tenuto ad obbedire all’intimazione contenuta nell’atto di pignoramento. Quindi a versare le somme pignorate fino a concorrenza del credito,mentre il povero geometra dovrà trovarsi un avvocato per convincere un Giudice che Equitalia ha messo in atto un comportamento criminale e illegittimo ! Praticamente gli intelligentoni di Equitalia hanno fatto con la Cassa di Previdenza quello che fanno di norma con le banche : cioè pignorare e farsi accreditare il 100% delle somme depositate dal contribuente, a prescindere dalla natura delle stesse (se, cioè, derivanti solo da crediti pensionistici o di lavoro dipendente). E questo nonostante nell’aprile del 2013,con una circolare interna,la stessa Equitalia si era impegnata a non procedere più al pignoramento diretto del conto, ma ad attivarlo solo dopo aver effettuato il pignoramento presso il datore di lavoro e/o l’ente pensionistico. E soltanto per i redditi pari ad almeno 5 mila euro mensili (al netto della trattenuta già operata alla fonte). Ma come sempre,hanno carta bianca e non c’è molto da impugnare in Tribunale perchè una circolare interna non è una legge ! L’unica speranza ? Il Gabibbo……e lo dico con vergogna.

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